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Ligabue Magazine n° 74
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Ligabue Magazine

Anno XXXI
Numero 61
Secondo Semestre - 2012

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SFOGLIA ANTEPRIMA
Editoriale

Immaginate un deserto rovente con una serie di profondi canyons. In questi canyons la Natura sembra essersi sbizzarrita: le pareti hanno un’incredibile serie di striature bianche, gialle, rosse e arancioni... Sono le dune pietrificate
di un deserto ancora piu` antico di eta` preistorica. Ma queste gole custodiscono un altro segreto del passato, dei templi delle tombe e degli edifici scolpiti interamente sulle pareti, scavando la roccia, senza l’uso di mattoni.
Sono i resti di una civilta` scomparsa della quale sappiamo poco, i Nabatei. Questo luogo e` Petra, in Giordania. Sappiamo che i Nabatei si arricchirono con il commercio e le carovane provenienti dall’Asia lungo la via della Seta.
Petra era un vero casello autostradale tra due mondi: l’Oriente e il Mediterraneo. Solo le legioni di Traiano ebbero ragione dei Nabatei, e di Petra. Questo sito e` stato scoperto 200 anni fa da un giovane svizzero.
Si chiamava Jean Louis Burkhardt e trovo` la citta` abbandonata, travestendosi da beduino con il nome di Ibrahim ibn Andallah. In questo numero del Ligabue Magazine, con Sandra Gastaldo rileggiamo e raccontiamo il diario di questo esploratore. Un altro anniversario che vogliamo festeggiare sono i 50 anni dell’ESO (European Southern Observatory) un ente nato dalla volonta` di alcune nazioni europee, con l’Italia oggi in prima linea, che ha lo scopo di studiare l’Universo da un luogo con le caratteristiche ideali: le Ande. I telescopi e i radiotelescopi infatti, si trovano ad alta quota dove l’aria e` piu` rarefatta e cristallina. L’anno prossimo, nel sito di Chajnantor, nel deserto di Atacama, verranno posizionate 66 grandi parabole per radio antenne da 12 metri di diametro nell’ambito del progetto ALMA; orecchie per ascoltare e sondare l’Universo a 5000 metri di quota. Questi paesaggi sono talmente impressionanti
che anni fa abbiamo scelti di filmarli per descrivere Marte e le superfici di alcune Lune del nostro sistema solare, per la serie tv “Viaggio nel Cosmo” sull’esplorazione spaziale andata in onda su Rai uno e in 40 altri paesi. Ma il fiore
all’occhiello che fornira` il know how italiano sara` il piu` grande telescopio mai realizzato. L’EELT cosi` verra` chiamato: 6000 tonnellate grande quanto il Colosseo, contenente uno specchio da 39 m di diametro. Adriano Favaro e Gianpietro Marchiori ci spiegheranno come questo grande occhio potra` rispondere a tante nostre domande, non ultima se siamo soli nel Cosmo. Siamo in grado di vedere grazie ai telescopi stelle e corpi celesti lontani anni luce, eppure non riusciamo a vedere qui sulla Terra un animale grande quanto un…elefante. Possibile? E` quello che scopriremo con l’articolo e le foto di Marco Preti. Quante varieta` di elefanti esistono al mondo?
C’e` l’Elefante Indiano, capace di lavorare nei cantieri in India, aprire processioni religiose, portare turisti oggi e Maharaja a caccia di tigri ieri, ecc… C’e` poi l’Elefante Africano, che vediamo nei documentari sulle savane, con le matriarche che guidano il gruppo da una pozza all’altra durante la stagione secca. Ma esiste un’altra varieta` di elefante che si conosce poco e non si vede nei documentari. E` l’elefante pigmeo. E` un elefante invisibile perché vive nell’intrico delle foreste equatoriali africane. Marco Preti, lo ha filmato. E’ un animale adattato alla vita nel fitto delle foresta dove i barriti profondi, cioe` gli infrasuoni, viaggiano benissimo tra gli alberi permettendo ai vari individui di rimanere in contatto anche senza vedersi. Ma sono gli altri adattamenti alla foresta che colpiscono: la statura bassa dell’elefante pigmeo (circa 2 metri alla spalla contro i 4 di un elefante delle savane), un corpo massiccio e delle zampe robuste per meglio attraversare la foresta. Come in un viaggio dell’800 partiremo quindi anche noi per scoprire un animale sconosciuto nel cuore dell’Africa. I gravi problemi energetici che sempre piu` influenzeranno la nostra vita in futuro, hanno fatto entrare nelle nostre menti e nel nostro vocabolario un termine che prima apparteneva solo al mondo degli ingegneri nucleari e agli astrofisici: la fusione nucleare. Quello che accade sul Sole e` possibile riprodurlo in modo controllato in una centrale cosi` da avere energia pulita e illimitata? E’ una scommessa sulla quale da decenni si stanno concentrando gli sforzi delle menti piu` brillanti del pianeta. La ricetta e` semplice: mettere assieme il Trizio e il Deuterio ottenuti dal Litio e.. dall’acqua. Con l’aiuto di magneti speciali, immensi, corrente elettrica e plasma ad altissime temperature si ottengono dei gas cosi` roventi, da poterli paragonare a piccoli Soli in miniatura. Sara` quello che vedremo anche nelle future centrali nucleari? Piero Martin ce lo spieghera` in questo numero del Ligabue Magazine. Graziella Allegri ci svelera` il mondo che vive lungo il Fiume Azzurro, lo Yangtze, in Cina. Il grande viaggio che ha compiuto questa amabile insegnante universitaria di quasi 80 anni e` stata un’impresa straordinaria, una vera esplorazione moderna, difficile e rischiosa persino per il piu` atletico ed intrepido dei suoi studenti. E’ riuscita a percorrere tutti i 6378 km del fiume in 4 viaggi distinti, raccontandoci, come un Marco Polo moderno, un mondo a noi sconosciuto: quello delle etnie che vivono sulle rive o sulle imbarcazioni che viaggiano sul fiume. Lo Yangtze e` un il fiume che Graziella Allegri ci racconta e svela, con la dolcezza di una viaggiatrice di altri tempi. L’Ultimo viaggio del Ligabue Magazine, ce lo regalera` Tudy Sammartini, restauratrice e guida di giardini assieme alle foto di Cesare Gerolimetto, svelando il mondo dei giardini, chiusi al pubblico, nascosti tra gli antichi palazzi: sono vere terre misteriose(anche a chi Venezia la conosce bene) in uno dei luoghi piu` visitati al mondo. Anche questo viaggio ci consentira` di scoprire un volto nuovo di questa citta` che non ha eguali su tutto il pianeta, svelando la poesia di questi giardini sospesi tra l’acqua e la Storia.

Buona lettura e… buon viaggio!

Leggi tutto l'editoriale... Alberto Angela
In Questo Numero...
Burckhardt e la scoperta di Petra, sui passi dell’esploratore, 200 anni dopo

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Fiume Azzurro, lo Yangtze, 6.378 chilometri attraverso la Cina

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