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Ligabue Magazine n° 74
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Ligabue Magazine

Anno XVIII
Numero 35
Secondo Semestre - 1999

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SFOGLIA ANTEPRIMA
Editoriale

Sono passati settecent'anni da quel 1299 in cui Marco Polo dettò a Rustichello da Pisa la storia del suo lungo soggiorno nel misterioso Celeste Impero, facendo conoscere per la prima volta agli europei gli usi e costumi di un popolo che viveva in un regno favolosamente ricco e potente situato oltre il deserto dei Tartari, oltre le steppe, i monti, le valli, al di là di tutto ciò che l'occhio umano poteva scorgere. Erano entrambi in carcere a Genova, il primo fatto prigioniero dopo la battaglia di Curzola nel 1298, il secondo dopo la battaglia della Meloria, e nacque così "Le livre de Marco Polo citoyen de Venise, dit Million, où l'an conte les merveilles du Monde " in lingua d'oil, e il libro ebbe subito una sorprendente diffusione in traduzioni più o meno approssimative, tanto che pochi anni dopo l'invenzione di Gutenberg, nel 1477, appariva a Norinberga in lingua tedesca la prima edizione a stampa dell'opera. Il successo del "Milione" in sette secoli non è mai venuto meno, favorendo per lunghi periodi le più svariate mode su fantasiose interpretazioni di quelle che dal XVIII secolo si chiamarono chinoiseries. Eppure soltanto nel 1928 abbiamo avuto in Italia la prima versione integrale del "Milione" compiuta dallo storico L.F. Benedetti citato nell'articolo a pag. 182 di Alvise Zorzi in cui si racconta come è accaduto che dei mercanti veneziani si lanciassero nella prodigiosa avventura che portò Marco Polo alla corte del Gran Khan del Katai. Alvise Zorzi è oggi uno dei più dotti conoscitori della storia della Serenissima Repubblica, erudito autore di tanti libri dedicati a Venezia, dotato di rara abilità di narratore con limpido periodare e linguaggio avvincente: l'articolo pubblicato in questo numero del Ligabue Magazine è l'anticipazione di un saggio più ampio che è uscito recentemente nell'importante volume "Il Milione di Marco Polo" della casa editrice Officine del Novecento di Firenze. Alcune delle immagini che illustrano questo scritto sono qui riprodotte per concessione della stessa Casa Editrice.
L'anteffatto del viaggio memorabile è non solo curioso, ma riveste particolare importanza, perché - dice Zorzi - in esso si riconoscono le caratteristiche peculiari del mondo mercantile veneziano, l'audacia prima di tutto, nell'immergersi in contrade remote e sconosciute, e di audacia ne dovevano possedere tanta i Polo se dopo aver venduto pietre preziose al Khan dell'Orda d'Oro, un incontro casuale a Bukhara li indusse ad affrontare un viaggio che poi sollecitò l'immaginazione dei navigatori nei secoli seguenti. E per ricordare la mirabile impresa, il Ligabue Magazine ha voluto dedicare questo numero all'Asia Centrale e lo ha fatto come è suo costume, percorrendo strade inusitate, così a pag. 64 possiamo leggere nella suggestiva esposizione di Viviano Domenici, che in seguito alla scoperta della tomba di un principe Saka, gli Sciti dell'Asia Centrale, Adrienne Major, studiosa di mitologia e folclore classici, ha prospettato una congettura che poi si è rivelata scientificamente plausibile, quella secondo la quale i grifoni della mitologia greca non fossero animali di invenzione popolare o letteraria, bensì dei dinosauri classificati come protoceratopi.
Il conte Alexandre Walewski, figlio di Maria Walewska e di Napoleone, è stato per cinque anni ministro degli Esteri di Napoleone III e durante una soirée alla corte dell'imperatrice Eugenia, fra una sciarada e un minuetto propose un gioco in cui fra l'altro, gli ospiti di Sua Maestà dovevano rispondere alla seguente domanda: vorreste che per un anno il governo della nazione fosse affidato interamente alle donne? Il risultato fu che quasi la totalità dei signori rispose "sì", mentre tutte le dame tranne due, si espressero negativamente.
Lascio a sociologi e psicanalisti l'interpretazione di quei responsi, che ricordo soltanto perché in gioventù ho fantasticato sul piacere di vivere in un regno affidato alle donne, sognando ingenuamente una specie di giardino delle delizie, ma in realtà? La realtà della vita in un matriarcato ce la fanno conoscere Paola Greci, laureata in Storia della Critica d'arte, e Luca Piola, fotografo specializzato in reportage sociale, geografico ed etnografico, i quali hanno visitato lo Yunnan, il "Paese a sud delle nuvole", racchiuso tra il Laos e il Vietnam, fra la Birmania e il Tibet, e là, come raccontano a pag. 114, nella etnia dei Mosuo, tutto il potere è nelle mani delle donne, non esistono le parole matrimonio e padre, la donna sceglie il compagno che non sposerà mai e che non conta nulla in famiglia, mentre gli uomini curano i bambini e provvedono alla pesca nel lago Lugu, ma non sappiamo se sono contenti del loro stato di sudditanza. Ne dubito. Mille non più mille - Mille più mille.
Ci siamo, ma questa volta l'errata interpretazione dell'Apocalisse si avvicina senza provocare paura, anzi, con previsioni di stravaganti sollazzi. Vorrei ricordare che la Chiesa di Roma nell'anno 1000, pur traendo dal terrore popolare grandi benefici in moneta sonante, non condivise quella credenza e nel 999 continuò a preordinare i suoi riti per gli anni oltre il 1000.
La storia della Letteratura apocalittica è il soggetto dell'esauriente articolo, a pag. 80, di Gabriele Rossi-Osmida del Centro Studi Ricerche Ligabue e assiduo collaboratore di questa rivista.
Non è un minerale, non è un vegetale, è il corallo, l'oro rosso prezioso come ornamento, come talismano e amuleto, e la sua storia ricca di leggende è narrata magistralmente a pag. 148, da Cristina Del Mare, etnologa indianista di chiara fama.
A pag. 24, un'eccezionale scoperta del Centro Studi Ricerche Ligabue: Henri-Paul Francfort, l'archeologo francese che ha diretto gli scavi, ci riporta fra i Saka dell'Altai, in Kazakhstan, descrivendo il ritrovamento di una tomba principesca conservata nel ghiaccio del permafrost della prima metà del IV secolo a.C., che riveste grande importanza perché i suoi reperti consentono di compiere notevoli progressi nello studio dell'arte e della vita di un popolo tuttora misterioso. Questa scoperta farà sicuramente ancora discutere per i risultati che potrebbero derivare anche dal restauro degli oggetti ritrovati.

Leggi tutto l'editoriale... Ettore Della Giovanna
In Questo Numero...
Apocalipsys

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