Filtri Ricerca
Cerca tra i contenuti: Argomenti: Anno di Riferimento: Autore: Cerca
La Redazione
Oltre 300 articoli disponibili
Gli articoli dei Ligabue Magazine sono acquistabili in formato digitale direttamente nel sito. Cerca l'argomento o l'autore che più ti interessa
Novità per abbonamenti
Ligabue Magazine n° 76
Abbonati Subito
Ligabue Magazine

Anno XII
Numero 23
Secondo Semestre - 1993

AGGIUNGI

Acquisto della sola versione digitale *

Versione pdf€ 6,00

* Le versioni digitali dal n. 1 al 57 sono ottenute da una scansione del Magazine. Potrebbero pertanto presentare delle imperfezioni nella visualizzazione dei testi e delle immagini.

SFOGLIA ANTEPRIMA
Editoriale

L'olandese Jacob Roggeveen meriterebbe, per le sue ardite esplorazioni nell'Oceano Pacifico, una fama ben superiore a quella di cui gode nonostante le disavventure di cui fu vittima dopo aver scoperto, il 6 aprile del 1722, l'isola di Rapa Nui alla quale, per ricordare la coincidenza con la festa della Resurrezione, diede il nome di isola di Pasqua, detta poi anche "l'isola del mistero" a causa delle difficoltà in seguito incontrate per tentare di comprendere il valore simbolico dei suoi giganteschi monoliti antropomorfi e dei suoi altari cerimoniali. Un contributo notevole all'interpretazione di questo raro ed arcano aspetto della civiltà polinesiana è stato dato con la spedizione compiuta in tre missioni fra il 1991 e il 1993, dal Centro Studi Ricerche Ligabue di Venezia in collaborazione con il Centro de Estudios Isla del Pascua dell'Università del Cile, il Museo Isla de Pascua Sebastiano Englert e il Centro Italiano Studi e Ricerche Archeologiche Precolombiane, del quale è direttore Giuseppe Orefici, autore della relazione pubblicata a pag. 24. La missione italiana era diretta dallo stesso Orefici con gli archeologi Claudio Cristina Ferrando, Patricia Vargas Casanova, e dal palentologo Giancarlo Ligabue. Con grande dispiego di energie intellettuali e fisiche, questi studiosi hanno proceduto agli scavi con un gruppo interdisciplinare di specialisti in archeologia, geologia, speleologia, litica, architettura, antropologia fisica e paleozoologia, per arrivare a capire i cambiamenti susseguitisi nell'isola in campo politico-sociale, e l'evoluzione culturale delle popolazioni che ha interessato l'area polinesiana.
Ma ora lascio le dotte testimonianze al testo del dottor Orefici per dire qualcosa del grave infortunio, assolutamente imprevedibile, che colpì il valoroso Roggeveen. Esistevano allora, due Compagnie Olandesi delle Indie, una delle Indie Orientali, fondata nel 1602, e una delle Indie Occidentali sorta nel 1617, che poi cessò molte delle sue attività lasciando un retaggio di aspre rivalità, e Jacob Roggeveen, per sua sfortuna, in seguito ad intervento del padre era partito con tre vascelli della Compagnia Occidentale, al servizio della quale egli era stato consigliere della Corte di Giustizia a Batavia. In una sua breve biografia pubblicata a Venezia nel 1828, leggo che il giovane Jacob, dopo due anni di fortunosa navigazione, giunse a Batavia, dove si attendeva di "trovare riposo e un tributo di elogi".
" ... Ma gli ufficiali della Compagnia (Orientale) meno umani dei selvaggi dei mari del Sud, confiscarono i due vascelli (uno era andato perduto sugli scogli di un'isola allora chiamata Perniciosa), e misero in prigione l'ammiraglio, i suoi ufficiali e i pochi rimasugli delle tre ciurme, che risparmiati aveano i flutti, le procelle e lo scorbuto. Gli accusavano di contravvenzione al privilegio della Compagnia, navigando in mari ch'ella considerava come suoi. Roggeveen e i suoi compagni mandati vennero in Olanda come delinquenti, e vi giunsero l'11 di luglio 1723. La Compagnia dell'Occidente assunse la loro difesa, e siccome provato venne che la spedizione di Roggeveen non era che una spedizione di scoperta, l'ultima condannata venne a restituire tutto e a pagar forti risarcimenti."
Ogni tanto, qualcuno mi domanda: "Lei, che ha viaggiato in tutto il mondo, mi può dire qual è il posto più bello o più interessante che ha visto?" Senza esitazione, rispondo: "Angkor Vat". Ho ancora il ricordo del momento in cui ho visto sorgere dalla foresta della Cambogia quell'immenso, maestoso tempio khmer costruito più di mille anni fa per la gloria di un impero: ho percorso un lungo viale protetto dai Naga, i serpenti sacri, dai leoni, dal sorriso enigmatico dei Buddah, ho salito la scala d'onore, sono penetrato nel salone della pagoda centrale, appena rischiarato dalla luce che penetrava dalle rare finestre a colonnine, e sono rimasto attonito, quasi mi sentissi alle soglie del nirvana. Unico rumore, il fruscio delle foglie sulle pietre delle pareti. Laggiù, fra due colonne, è apparsa una fila di giovani monaci gialli, silenziosi, leggeri, forse scesi da quel cielo dove si estinguono tutte le passioni. Pensavo che avrebbero preso il volo come angeli in una fantasia di Chagall, invece me li sono ritrovati poco dopo, seduti in bell'ordine su una delle grandi terrazze contese dalla prepotente vegetazione tropicale, che si insinua, smuovendoli, fra quei massi ciclopici. Immobili, l'espressione soave, non sembravano assorti nella preghiera. Ho chiesto a quello di loro che sembrava il più anziano, che cosa facessero. Mi ha spiegato in francese che trascorrevano la mezz'ora di ricreazione guardando il tramonto. Così ogni sera dell'anno. Ed ora, l'invito a leggere a pag. 128. "Splendore e decadenza di Angkor", di Jacek Palkiewicz, giornalista, esploratore che, fra l'altro, ha attraversato da solo l'Atlantico su una lancia di salvataggio. "Doctor Livingstone, I presume", la celebre domanda-affermazione pronunciata da Stanley a Ugigi sul Tanganika, è dal 1871 entrata nel lessico di tutti gli idiomi, e la straordinaria impresa del missionario britannico è rievocata a pag. 88 da Adriano Favaro, giornalista del "Gazzettino", frequente partecipe delle spedizioni del Centro Studi Ricerche Ligabue, che approfitta della rievocazione per descrivere l'emozione provata ammirando le Cascate Vittoria, e per rivelarci il complesso architettonico del Gran Zimbabwe, il più grande in Africa dopo quello delle piramidi d'Egitto, a 300 chilometri a sud di Harare, la capitale dello Zimbabwe (Rhodesia fino al 1980). Il Gran Zimbabwe, le cui origini risalgono all'XI secolo, è detto in lingua chisona "Imba Huru", grande abitazione, è il simbolo della nazione, e fino al 1500 era una città abitata da allevatori e da lavoratori del metallo, protetta da falchi di pietra. (Il chisone, o CiSnona, è una delle 600 (!) lingue bantu, abbastanza omogenee fra loro).
Torniamo nell'Oceano Pacifico per una grande festa, nella baia di Ngatangiia, ad est dell'Isola Rorotonga, per il VI Festival delle Arti del Pacifico, la suggestiva manifestazione intesa a ritrovare e mantenere un'identità culturale fra le popolazioni sparse su migliaia di isole. Le canoe arrivano, dopo aver percorso migliaia di chilometri, dalle Hawaii, da Tahiti, dalle Marshall, dalla Nuova Guinea, e a pag. 50 ne offre una suggestiva visione Guido Carlo Pigliasco, specializzato in etnologia e cultura del Pacifico. Da migliaia di anni, gli esseri umani usano portare doni propiziatori alle divinità, e a pag. 68 Luisa Oniga-Farra, archeologa e antropologa, conoscitrice di ben 10 lingue, ci regala un excursus sugli ex-voto grazie al quale si imparano, dilettandosi, molte cose alle quali non si pensa quando si visita un qualsiasi santuario. Se gli ex-voto si offrono anche per salvare le anime dalle fiamme dell'inferno, secondo il prolifico romanziere inglese Anthony Trollope, la città di Kimberley era "l'anticamera
dell'inferno", fatta di caldo, polvere, mosche. Invece, Kimberley, nella Repubblica Sudafricana, è il principale centro diamantifero del mondo, lo è dal giorno in cui un ragazzino di nome Erasmus Jacobs trovò presso il fiume Orange un "sasso", che era un diamante di 21,75 carati.
Di questo simbolo di ricchezza sempre sognata, troviamo a pag. 110 una descrizione della brava giornalista Silvia Manzoni.

Leggi tutto l'editoriale... Ettore Della Giovanna
In Questo Numero...
I diamanti di Kimberley

Vai all'articolo
I Tropici non sono più tristi

Vai all'articolo
Il fumo che tuona

Vai all'articolo
Per Grazia Ricevuta

Vai all'articolo
Rapa Nui: Ultimo Avamposto Polinesiano

Vai all'articolo
Splendore e Decadenza di Angkor

Vai all'articolo