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Ligabue Magazine n° 74
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Ligabue Magazine

Anno XXIX
Numero 57
Secondo Semestre - 2010

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* Le versioni digitali dal n. 1 al 57 sono ottenute da una scansione del Magazine. Potrebbero pertanto presentare delle imperfezioni nella visualizzazione dei testi e delle immagini.

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Editoriale

Il numero del Ligabue Magazine che avete in mano vi poterà alla scoperta di mondi lontani sia nel tempo che nella geografia. Cominciando con una domanda. Perché si allestiscono presepi a Natale? Contrariamente a quanto si crede non è una tradizione cristiana, ma pagana, che la Chiesa ha proseguito e, in pratica, ha fatto sua. Risale infatti all'epoca romana, quando a Dicembre, negli stessi giorni che precedono il "nostro" Natale, nelle case di tutti gli antichi romani, i bambini allestivano in un angolo una "scena bucolica" con personaggi di terracotta lucidati: il presepe. I personaggi rappresentavano in modo simbolico gli antenati e al 19 dicembre sera, tutta la famiglia si riuniva per chiedere loro protezione per l'anno nuovo. Si facevano dei "sacrifici" cioè si offrivano ciotole con cibo. Al mattino seguente, i bambini trovavano nelle ciotole dei regali...
Queste sono le origini della tradizione dei regali di Natale, diffusa in tutto il mondo e di quella dei Presepi, così diffusa in Italia. Colpisce l'incredibile similitudine con i nostri giorni. Questo ci racconterà l'articolo della Fondazione Verona Arena: un viaggio insolito nei presepi dall'antichità a oggi, svelandoci i segreti di una delle tradizioni più amate degli italiani. Con Mauro Bon e Isabelle Cavalli, faremo un altro tipo di "viaggio alle origini" questa volta nella Natura e nell'Evoluzione: esploreremo le Isole Galapagos. Il primo pensiero che vi attraversa la mente quando mettete piede su queste isole, è quello della precarietà della vita. Ogni cosa che vedete, infatti, animale o pianta, sopravvive quasi per miracolo su queste isole dall'aspetto lunare: tutte le risorse sono disponibili in piccolissime quantità. Obbligando la Natura e le forme viventi a sorprendenti adattamenti sia nelle abitudini che nella forma. Non c'è da stupirsi, quindi, se qui Darwin ha tratto molti spunti per le sue idee e per la sua teoria sull'evoluzione delle specie. Ma quanto è rimasto della Natura che Darwin ha visto e studiato? Bon e Cavalli ci descrivono le Galapagos in modo preciso e completo, dandoci un quadro esauriente della loro ricchezza ma anche dei pericoli e delle scommesse che dovranno affrontare in futuro, se vorranno preservare questo "tesoro" dell'Evoluzione.
Bellissimo è anche il viaggio che ci farà fare Francesca Mascotto, tra le straordinarie tradizioni dei Peul che probabilmente abitano il deserto del Sahara fin da quando era ancora verde, con animali e laghi. Ancora oggi, sono una delle etnie più interessanti da studiare, per la fierezza degli uomini, l'indipendenza delle donne e la bellezza di entrambi. Le immagini che accompagnano l'aticolo e le descrizioni delle abitudini di questo popolo (e dei suoi gruppi come i Bororo) ci fanno capire quanto vari e interessanti possano essere gli
ultimi gruppi che ancora sopravvivono sul nostro pianeta. E quale immenso patrimonio stiano perdendo con la loro graduale scomparsa. Grazie Francesca!
Noi a volte non ce ne accorgiano, ma la Storia s'infila dappettutto, anche in cucina. ll vero cuoco di tante nostre cene, infatti finisce per essere la Storia. Ad esempio, cosa c'è dietro un pomodoro ? Cristoforo Colombo. E dietro una crema di patate? L'intuizione di un nobile, Parmentier, il primo a capire le potenzialità delle patate, fino ad allora usate solo come cibo per i maiali o coltivate per i loro fiori da mettere sulle parrucche delle Nobildonne...
Persino un semplice fetta di pane vi racconta la scoperta dell'agricoltura, e un piatto l'invenzione della ceramica... E quando si entra nelle cucine regionali, o addirittura "locali" come quella veneziana, la Storia si fa appassionante. Ogni piatto, ogni ricetta vi racconta vicende e usanze antichissime, spesso scomparse, che tuttavia si possono ancora "assaporare" con la mente e con il palato. Come ci racconta Marco da Ponte nel suo viaggio alla scopetta della "Civiltà della tavola Veneziana"
Ho lasciato per ultimo l'articolo realizzato da Gabriele Rossi Osmida : affascinante come sempre, è ricco di spunti e di curiosità. Sono tante le cose che si imparano ascoltando Gabriele o leggendo i suoi scritti. In questo caso ci porta a fare un viaggio tra i "trucchi", è il caso di dirlo, della cosmetica egizia. Immaginate di incontrare una ragazza o un uomo ad una cena da amici e di vedere sulla sua testa un "budino" di grassi animali che durante la conversazione, con il passare dei minuti, si scioglie ungendo i capelli e i vestiti... Per noi sarebbe una cosa disgustosa, ma per gli antichi egizi era il massimo della raffinatezza e della classe. Quella sostanza, paragonabile ad un nostro gel per i capelli , rilasciava un profumo gradevole in tutta la stanza, dando un aspetto "bagnato" ai capelli, molto
apprezzato in un clima desertico come quello che avvolgeva l' Antico Egitto. Ma questa è solo una delle curiosità che ci svela Gabriele Rossi Osmida. Purtroppo, Gabriele ci lascerà.
Questo è l'ultimo numero del Ligabue Magazine, con la sua firma. Sentiremo la sua mancanza e i suoi racconti ricchi di informazioni , curiosità e tanta umanità. A lui, ai suoi viaggi, ai suoi scavi, alle sue scopette e alle sue idee auguro i più bei traguardi.
Ciao Gabriele. Vale!

Leggi tutto l'editoriale... Alberto Angela
In Questo Numero...
Galapagos a rischio?

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I Bororo del Niger

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Il profumo dell'antico Egitto

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Presepi dal mondo: dai riti pagani all'Arena di Verona

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Venezia e la Civiltà della tavola

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