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Ligabue Magazine n° 74
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Ligabue Magazine

Anno III
Numero 5
Secondo Semestre - 1984

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Editoriale

Il nobiluomo vicentino Antonio Pigafetta, membro dell'Ordine dei Cavalieri di Rodi, sotto le vesti eleganti di curiale celava un animo avventuroso: trovandosi a Barcellona al seguito del protonotaro apostolico Monsignor Francesco Chierigati, venne a sapere che a Siviglia, un signore portoghese stava allestendo una circumnavigazione della Terra, e sebbene quasi quarantenne, con foga giovanile disse addio al Reverendissimo Nunzio e riuscì a farsi assumere come criado, addetto alla persona o aiutante, del comandante della spedizione senor Ferdinando Magellano.
Il permesso di imbarcarsi, di fatto come storiografo, gli era stato dato dal re Carlo V al quale aveva scritto, dicendogli di sapere che «navigando sull'Oceano, vi si vedevano cose meravigliose», ed egli voleva assicurarsi con i suoi propri occhi della verità, «al fine di poter fare agli altri il racconto del mio viaggio, tanto per divertirli, quanto per esser loro utile, e farmi in pari tempo un nome che giungesse alla posterità». I posteri ricordano Antonio Pigafetta per la sua mirabile «Relazione del primo viaggio intorno al mondo», e perché, fra gli altri suoi meriti, ebbe quello di portare in Europa le spoglie di un uccello di tanta bellezza da essere ritenuto un abitante del paradiso, forse addirittura immortale. Degli allora leggendari e incantevoli uccelli del paradiso (Paradiseidae) narra la storia e descrive le amorose venture il naturalista antropologo Gunter Konrad, che in compagnia della moglie ha compiuto più di un viaggio di esplorazione nella regione occidentale della Nuova Guinea. L'articolo di Konrad, a pag. 110 di questo numero del Ligabue Magazine, è corredato da rare e suggestive fotografie di uccelli del paradiso eseguite dallo stesso Autore. Pigafetta, dicendo che si proponeva, con il suo resoconto del viaggio con Magellano, di fare cosa «divertente» e «utile», ha dettato una regola fondamentale per la divulgazione scientifica, norma che la redazione di questa rivista tiene sempre ben presente, imponendosi di pubblicare relazioni originali in cui la più rigorosa esattezza sia assocciata alla limpidezza gradevole dell'esposizione, in modo che non si crei imbarazzo né in un lettore erudito, né in un lettore ignaro.
Si veda ad esempio, con quanta circospezione (a pag. 20) la giornalista Marie France Zeller descrive i primi successi della spedizione guidata dal professar Henry Maurice Berney in Africa per sperimentare il primo robot ideato e costruito per catturare le immagini degli animali nel loro ambiente naturale senza che la presenza dell'uomo, con i suoi rumori e i suoi odori, allontani gli animali o ne modifichi il comportamento.
Dov'era il Punt, quella regione ricca e meravigliosa tanto spesso citata nell'antica geografia egiziana? Da dove gli egiziani importavano prodotti esotici, metalli rari, pietre preziose? Da secoli si cerca di delimitarne i confini in una zona presso a poco lungo la costa occidentale del Mar Rosso, e le ricerche più recenti hanno permesso di raccogliere elementi sufficienti per uno studio approfondito della regione. Ci offre gli elementi essenziali sul Punt, a pag. 98, il professor Rodolfo Fattovich, docente di archeologia e antichità etiopiche presso l'Istituto Universitario Orientale di Napoli, direttore della missione archeologica italiana in Sudan, a Kassala, e membro della missione archeologica italiana in Alto Egitto.
Mila Tommaseo riferisce, a pag. 84, uno straordinario, quasi incredibile, esempio di un equilibrio economico commerciale fra esportazioni e importazioni, che i Paesi più evoluti non riescono quasi mai a realizzare, mentre è pratica normale da sempre presso alcune tribù della Nuova Guinea, dove i Dani, per difendere il loro mercato e le loro vendite, acquistano anche beni che potrebbero procurarsi da soli. Mila Tommaseo è collaboratrice dell'Istituto di Antropologia ed Etnologia dell'Università di Padova, e ha compiuto missioni in America Centrale e Meridionale, in India e in Nuova Guinea.
Ci possiamo divertire con una brillante storia dei fumetti, che hanno sfruttato sin dalla loro nascita e sia pure con vaghe approssimazioni, il fascino di una struttura urbana inimitabile qual è quella di Venezia. Il giornalista Piero Zanotto, direttore del Festival Cinematografico di Trento, documenta anche la prima comparsa dei dinosauri nelle «strisce disegnate» dei comics (a pag. 72).
La Tasmania, dove da non molto si è conclusa una spedizione del Centro Studi Ricerche Ligabue, è una terra di fatto tuttora poco conosciuta e che sta riservando agli studiosi molte sorprese, sia per la sua fauna, sia per la vegetazione, e persino nella sua morfologia. Una breve, ma attenta corografia della Tasmania, è pubblicata a pag. 44, ed è di Luigi Boitani, ricercatore presso l'Università di Roma.
Sandro Salvatori è archeologo della Sovrintendenza ai Beni Ambientali Architettonici del Veneto, ha compiuto lavori di scavo in Turchia, Iran e Pakistan, condirettore della missione archeologica romana in Oman, autore di pregevoli saggi scientifici, ci consente, a pag. 58, di scoprire nella piana mesopotamica, fra il Tigri e l'Eufrate, quella regione che i Sumeri chiamarono Elam, e che aveva come capitale Susa, una delle più vaste e popolose città dell'antico Oriente.
L'ambra è bella, è una fonte di piacere tattile, ha virtù terapeutiche e apotropaiche, l'ambra è preziosa e magica: leggiamo a pag. 32, quali e quante siano le sue virtù in un saggio di Giuseppe Donato.
Il biochimico professor Giuseppe Donato è direttore dell'Istituto per le tecnologie applicate ai beni culturali del C.N.R. di Roma, e da oltre vent'anni si occupa dello studio e dello sviluppo di metodologie chimiche applicate alla ricerca archeologica.

Leggi tutto l'editoriale... Ettore Della Giovanna
In Questo Numero...
Alla ricerca di Punt

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