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Ligabue Magazine n° 74
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Ligabue Magazine

Anno III
Numero 4
Primo Semestre - 1984

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* Le versioni digitali dal n. 1 al 57 sono ottenute da una scansione del Magazine. Potrebbero pertanto presentare delle imperfezioni nella visualizzazione dei testi e delle immagini.

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Editoriale

Accade spesso di incontrare un lettore compiaciuto il quale domanda «come nasce un numero del Ligabue Magazine». È questa, una curiosità che rallegra la redazione, perché, rivelando sorpresa e meraviglia, desta il desiderio comune in tutti di fronte ad un congegno nuovo, apparentemente prodigioso: si vorrebbe sapere «come è fatto dentro». La risposta è quanto mai facile: una rivista nasce di volta in volta nelle teste di coloro che si sono proposti di darle vita. Non è mai la pubblicazione di un certo numero di articoli scelti casualmente, magari soltanto perché sono interessanti, ma legati agli argomenti più disparati. Il corpo redazionale è guidato da due nozioni elementari, ma rigidamente controllate: deve sapere con chiarezza che cosa vuole comunicare ai lettori, e quali siano i lettori ai quali offre il suo prodotto. Stabiliti questi principi', il resto vien da sé: si discute a lungo, si scelgono i temi che si intendono sviluppare, con quale ordine e quale ampiezza, e quindi si affidano i compiti ai vari collaboratori. Se poi una rivista desta vasti consensi, ecco che riceve numerose proposte di articoli da parte di lettori ragguardevoli, e tali proposte costituiscono un contributo importante anche se il vaglio attento che ne segue ci costringe a scartare tutte quelle che non rispondono alle nostre esigenze, sia nel testo, sia nel materiale illustrativo, e il giudizio ha da essere severo come, del resto, per qualsiasi decisione presa dai responsabili di un'impresa privata.
Una regola giornalistica vuole che ogni numero di una rivista sia migliore del precedente, e noi, procedendo nel nostro cammino con estrema cautela, confidiamo che il quarto Ligabue Magazine dimostri se non altro la passione con cui ci dedichiamo a questo lavoro, e fino a oggi, le adesioni ricevute ci hanno appagato più di quanto osassimo sperare.
Questo numero della rivista si apre con una narrazione che par quasi un'affabulazione nel senso latino del termine, poiché il suo contenuto è suggestivo proprio come una fabula, mentre in realtà, nella lontana isola di Pasqua, agli antipodi delle nostre contrade, il più antico culto solare, quello dell'uomo-uccello, sopravvive da nove secoli, da quando gli indigeni hanno legato l'arrivo stagionale degli uccelli migratori all'inizio della primavera, quindi colui che si impossessava del primo uovo di manu tara (sterna nera) diventava tangata manu, uomo-uccello, dio-re, incarnazione della divinità che assicurava la fertilità. Ci racconta questa storia prodigiosa il dottor Viviano Domenici, scrittore di archeologia e paleontologia, responsabile della redazione scientifica del «Corriere della Sera», membro sin dalla fondazione del Centro Studi Ricerche Ligabue.
Il Ligabue Magazine non guarda soltanto al passato con l'avidità di conoscere i misteri dell'universo nei millenni di millenni, vuole essere anche osservatore del mondo nell'epoca in cui viviamo e passa dalle terre in cui si rinvengono gli elementi di una esistenza primitiva alla metropoli più moderna, New York, ricca di un fascino sempre nuovo e diverso. L'autore dell'articolo, ricordando che New York è chiamata anche Gotham, si diverte a raccontare alcune storie minori di Manhattan, lasciando che i suoi aspetti più avvincenti riflessi nei grattacieli di vetro siano illustrati dalle stupende fotografie inedite di Graziella Vigo e Albert Mordoh.
I lettori hanno certamente assistito negli ultimi tempi alle apparizioni di Giancarlo Ligabue sugli schermi televisivi, hanno letto sui quotidiani le cronache delle sue imprese, e sanno come si debba a lui il recente e vastissimo interesse di tutti noi profani per il «mondo perduto» dei dinosauri. Con la sua spedizione nello Stato di Paraiba, a quasi mille chilometri da Recife, ha trovato una serie di piste con le impronte dei dinosauri, che, egli dice, lo ha «introdotto nel mondo della preistoria, dove i secoli sono attimi». Vi penetriamo anche noi, seguendo l'avventura emozionante nel suo rigore scientifico.
Chi è stato in Amazzonia non può dimenticare di essere rimasto incantato, guardando un colibrì sospeso nell'aria mentre sugge il nettare da un fiore. Il suo sbatter d'ali prodigioso, i colori smaglianti delle sue piume un tempo destinate agli ornamenti delle belle donne, sono descritti da Giampaolo Rallo, ornitologo del Museo Civico di Storia Naturale di Venezia, consigliere del WWF-Italia.
Le foto sono di Erwin Patzelt che ha partecipato alle spedizioni Ligabue in Ecuador.
Ritorniamo con un balzo all'oceano Pacifico, nella Papua Nuova Guinea, Stato indipendente dal 1975, dove sopravvivono 1500 tribù e dove gli abitanti, nell'evolversi della storia moderna, hanno dovuto fare un salto di millenni nel giro di due generazioni. L'articolo, illustrato da Vincent Mavì, è di Vincenzo Maddaloni, giornalista, inviato speciale, autore di inchieste nei Paesi dell'Europa orientale, nel Medioriente, nelle Americhe.
I cinema d'essai proiettano ancora di tanto in tanto il famoso film di O'Flaherty, «L'uomo di Aran», e a trovare gli uomini di Aran, che lottano contro il mare, contro il vento, tenaci nel diuturno sacrificio, è tornato Virgilio Boccardi, il giornalista così popolare della RAI, autore di molti premiati documentari, conversatore amabile seppure misurato e scrupoloso con i telespettatori che lo sentono amico. Gabriele Rossi-Osmida, che ha il dono della piacevole esposizione divulgativa unita alla meticolosità del ricercatore, ha scritto una bella storia dei «pirati alla vaniglia», ambientata nelle isole Seychelles.
Per il brillante Accademico dei Lincei, professar Sabatino Moscati, che ci ha dato da par suo un quadro dell'inizio della storia con i Sumeri, rimandiamo il lettore alla nostra nota nel numero precedente del Ligabue Magazine. Moscati è un uomo famoso, i Sumeri sono oggi anch'essi famosi, e il connubio fra presente e passato è risultato felice. Come vivevano i veneziani sulle loro navi che dominavano il Mediterraneo? Ce lo dice Massimo Alberini, il gastronomo per eccellenza, autore di 22 volumi sulla gastronomia e sulla storia dell'alimentazione, da 30 anni collaboratore di rango del «Corriere della Sera».
Chiudono questo fascicolo i brevi appunti sulle attività negli ultimi mesi del Centro Studi Ricerche Ligabue, e in essi si parla anche della missione in Egitto per tentare di trovare le tracce dell'armata scomparsa di Cambise.

Leggi tutto l'editoriale... Ettore Della Giovanna
In Questo Numero...
I Colibrì

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I pirati alla vaniglia

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L'uomo-uccello dell'isola di Pasqua

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La storia comincia con i Sumeri

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Le isole di Aran

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Lo Stato delle 1500 tribù

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mangiare a bordo: quando era difficile

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New York, la Gotham di Knickebocker

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Sulle Orme dei dinosauri

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