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Ligabue Magazine n° 72
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Ligabue Magazine

Anno XXXIV
Numero 66
Primo Semestre - 2015

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* Le versioni digitali dal n. 1 al 57 sono ottenute da una scansione del Magazine. Potrebbero pertanto presentare delle imperfezioni nella visualizzazione dei testi e delle immagini.

SFOGLIA ANTEPRIMA
Editoriale

Era l’alba, nel deserto egiziano. L’accampamento era ancora addormentato e cosi` ho deciso di salire su di una duna per assistere al sorgere del sole. Tutto era avvolto nel silenzio e l’aria, freddissima, sembrava immobile. Poi all’improvviso il sole e` spuntato. Non lo avevo mai visto cosi`. Era schiacciato, ovale, sempre piu` infuocato. Mentre lo osservavo, mi sono accorto che a pochi metri da me c’era Giancarlo Ligabue che aveva avuto la mia stessa idea e guardava questo spettacolo incredibile. Ci siamo guardati. Non ci siamo detti nulla. Ha fatto un ampio sorriso, ha strizzato l’occhio ed e` tornato ad osservare il sole sempre piu` caldo sulla pelle. Ecco, io Giancarlo lo ricordo cosi`, complice nel catturare le piu` piccole meraviglie del mondo e amante della scoperta, dell’avventura... ma sempre con una battuta e una bella risata. Lo scorso gennaio Giancarlo Ligabue, il fondatore del Centro Studi e Ricerche Ligabue e di questo Magazine, e` scomparso. Giancarlo era un uomo raro, un imprenditore capace di percorrere il mondo per lavoro e contemporaneamente (o forse
prima) di salire su di un elicottero per partire in spedizione assieme ad antropologi o archeologi di fama mondiale, con l’obiettivo di capire, studiare, indagare e cercare un contatto con civilta` scomparse o etnie dimenticate. Animato da questa inesauribile sete di conoscenza ha percorso per oltre 30 anni le vie piu` affascinanti dell’esplorazione. Dagli esili sentieri con strapiombi sulle Ande, ai tracciati invisibili nelle giungle a semplici direzioni tra le dune nel deserto. Il risultato di questa sua sconfinata curiosita` e sete di sapere sono oltre 130 spedizioni, 80 tra documentari e filmati, decine di volumi editi, centinaia di comunicazioni scientifiche. Ha donato un dinosauro scoperto nel Niger al Museo di Storia Naturale di Venezia, lavorato in Peru` con Walter Alva esplorando nuove tombe a Sipan, ha collaborato in Tanzania con Donald Johanson e Tim White (che hanno trovato e studiato il famoso ominide Lucy), consentendo il ritrovamento di una nuova forma di antenato del genere Homo. Il Magazine riporta, integrale, un tesoro dal suo libro “Ecce Homo” pubblicato con l’aprirsi del terzo millennio, dal titolo omonimo. Un’indagine sui problemi ambientali, sociali, scientifici, sul futuro della ricerca, sull’uso delle risorse e la necessita` di testimoniare il nostro tempo. Quasi fosse un’eredita` del suo pensiero dopo tanti anni di viaggi. Tra le varie realta` che ci ha lasciato, una delle piu` belle e` proprio questo Magazine. Lo si puo` paragonare ad una caravella (o forse sarebbe piu` corretto dire una galea veneziana), capace di riportare dalle terre lontane del sapere, storie, scoperte, tradizioni spesso di epoche dimenticate. Ad ogni numero il suo “equipaggio”, con il quale ho il privilegio e il piacere di lavorare, naviga sulle rotte immaginate dal suo “ammiraglio”, oggi scomparso. Forse e` il modo migliore per mantenere accesa quella sua grande curiosita` che ha sempre colpito tutti coloro che lo hanno conosciuto. Lo faremo anche in questo numero, con una serie di viaggi e scoperte che avrebbe certamente amato. Andremo cosi` indietro nella storia dell’umanita` a scoprire una citta` e una civilta` fondamentali per comprendere le nostre origini. E lo faremo nella terra attualmente piu` martoriata: la Siria. L’archeologo Paolo Matthiae in tantissimi anni di scavo e studio ha riportato alla luce la citta` di Ebla, e con essa le migliaia di tavolette cuneiformi degli Archivi Reali del 2300 a.C.. Questa scoperta ha rivoluzionato le nostre conoscenze sui primi sviluppi della civilta` urbana nell’Oriente antico. Nel palazzo reale di Ebla nel XXIV secolo a.C. erano conservati preziosi vasi in pietra doni dei piu` grandi faraoni dell’Antico Regno, da Chefren a Pepi I, e oltre quaranta chili di lapislazzuli grezzi dal lontano Afghanistan che testimoniano i rapporti commerciali e diplomatici di questa grande civilta`. La lingua dei testi di Ebla e` la terza lingua affidata alla scrittura nella storia dell’umanita`, insieme all’egizio dei geroglifici e al sumerico della scrittura cuneiforme. Paolo Matthiae ci racconta questa straordinaria avventura che ha permesso di leggere un mondo sepolto da millenni. Da una luce lanciata nel passato dell’uomo, alla luce del nostro presente… E` quello che faremo con l’articolo seguente. Lui la chiama la Åsluce a fusilliÅt. Simpatico e scanzonato quanto sorprendente, Fabrizio Tamburini racconta in poche righe questa sua intuizione, stuzzicandoci con un’idea stimolante e cioe` che la luce funzioni come una specie di spirale. Sfogliando le pagine del Magazine scopriremo l’immagine del mondo che avevano gli abitanti in Europa durante il Medioevo. Ci sono migliaia di interrogativi che la visione del mondo medievale pone alla nostra curiosita`: uno specialista di quelle epoche, Romedio Schmitz-Esser, il direttore del Centro tedesco di Studi Veneziani, cerchera` di dare molte risposte. Una lettura sorprendente che ci fara` capire che ieri (come oggi) a volte il mondo era piccolo, piccolissimo. Ma sempre stupefacente. Diffusa dalla Siberia, passata per lo stretto di Bering e arrivata fino alle Ande sopravvive ancora oggi - anche se tormentata dagli effetti della modernita` - un’antichissima tradizione: quella dello sciamanesimo. L’archeologo e antropologo Mario Polia che per decenni ha percorso col Centro Studi e Ricerche Ligabue le Ande peruviane, narra uno straordinario viaggio. Dalle lagune Huaringas di Huancabamba una citta` che e` diventata quasi una Lourdes delle Ande, ai luoghi piu` nascosti di Ayabaca, il mondo degli sciamani andini e` diventato cosi` interessante da attrarre adesso - dopo secoli di incontaminata solitudine - anche migliaia di turisti da tutto il mondo. In tanti sognano una casa a Venezia. Questa citta` conta circa 60 mila residenti, in fondo pochissimi rispetto a qualsiasi capitale del mondo. Eppure ha ormai la stessa dinamica culturale di metropoli come New York, Londra o Parigi. In effetti fino a qualche decennio fa, Venezia veniva scelta dalle éLlite di tutto il mondo occidentale come luogo d’incontro, di scambi culturali, di esposizione anche dei propri interessi, spesso bizzarrie. Eccoli allora gli stravaganti: quelle decine di persone spesso (ma non sempre) ricche e privilegiate che cercavano casa a Venezia per trasferirvi tutte le loro passioni. I nomi costituiscono tanti tasselli della storia della cultura occidentale: da Henry Austen Layard, lo scopritore di Ninive, al pittore Sargent, Henry James, Claude Monet. Fino ad Alma Mahler a Winnareta Singer Polignac che trasforma il suo palazzo in un atelier della musica contemporanea. E` una Venezia sconosciuta e incredibile, a volte quasi simile ad un sogno. Come quello che Frederic e Caroline Eden comprarono alla Giudecca: un giardino diventato il rifugio di intellettuali da tutto il mondo che tra la fine dell’800 e i primi anni del ’900 in quell’Eden cercavano e trovavano la pace per pensare e meditare.

Ciao Giancarlo. Non scorderemo mai il tuo sorriso e la tua voglia di scoprire il mondo.

Leggi tutto l'editoriale... Alberto Angela
In Questo Numero...
A forma di sfera. Espansione europea e cartografia medievale

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Ecce Homo. Evoluzione, ambiente, sviluppo: sguardi sul nostro futuro

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La sponda migliore del Bosforo. Comunità cosmopolita nella Venezia tra Otto e Novecento

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Silenziosi problemi luminosi. Una storia della luce.

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