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Ligabue Magazine n° 78
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Ligabue Magazine

Anno XXXIX
Numero 77
Secondo Semestre - 2020

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Editoriale

Tutti a bordo!
Questo numero di Ligabue Magazine ci porterà verso mete lontane e molto diverse tra loro: dalla foresta tropicale, al deserto del Namib e ai ghiacci antartici. Faremo inoltre un giro del mondo sulle cime degli alberi, poi parleremo di cambiamenti climatici ma anche di misurazione del tempo. Cominceremo dalla foresta Amazzonica e dai popoli nativi che la popolano. Emiliano Guanella ci farà in particolare conoscere il ruolo degli anziani in alcune trib., Yanomami, Kayapò, Palikur: sono infatti le persone di età più avanzata ad assumere il ruolo di rappresentanti delle comunità e a svolgere le trattative politiche per la conservazione dell'habitat. Proprio gli anziani hanno la delicata missione di trasmettere le conoscenze ai più giovani. Non è raro che gruppi di dieci ragazzi restino per ore di notte ad ascoltare i loro racconti: storie relative alla vita nella foresta, alla caccia e alla pesca, all’uso delle risorse naturali, all’interpretazione dei segnali della natura, ecc. Purtroppo una grave minaccia incombe su queste tribù, perchè sono proprio i più anziani i membri più vulnerabili al Covid-19. Alcuni degli storici capi delle comunità amazzoniche sono rimasti vittime del virus. La loro scomparsa avviene silenziosamente mentre state leggendo queste righe, e ad urlare è il futuro della foresta. Senza di loro perdiamo una preziosa fonte di conoscenze, fondamentali per la conservazione del più grande polmone verde ancora esistente sulle terre emerse. Con il viaggio seguente lasceremo le foreste amazzoniche, attraverseremo l'oceano per sbarcare nelle sterminate distese del deserto del Namib, dove Alessandro Parodi ci condurrà a visitare un luogo abbandonato. Si tratta di Kolmanskop, una città fantasma. Costruita dai coloni tedeschi nel 1908, si trova al centro di un'area ricca in diamanti. É stata definitivamente abbandonata nel 1956 e ora è una città morta, invasa dalla sabbia e dalle dune che penetrano nelle case. I diamanti avevano permesso a questa piccola comunità di prosperare, ma la fine delle attività estrattive ne ha decretato una rapida fine con un abbandono repentino. Tutto . ancora al suo posto: fino a pochi anni fa potevate ancora fare un tiro nella sala da bowling in legno, perfettamente integra e funzionante. Dal caldo del deserto passeremo al gelo polare. Giuliano Gallo ricostruirà, infatti, l'incredibile avventura di Ernest Shackleton. Nel 1915, in un'Europa dilaniata dalla guerra, salpa a bordo della nave Endurance, assieme al suo equipaggio, verso il Polo Sud. L'irlandese non ci arriverà mai, ma le sue peripezie per cercare di sopravvivere costituiscono ancora oggi una delle più incredibili testimonianze della vita in condizioni estreme, al limite delle capacità umane. Conosciamo questa spedizione meglio di altre grazie alle fotografie dell'australiano Frank Hurley che realizzò un reportage in grado di mostrare – per la prima volta in quell'epoca – la crudele bellezza di un mondo allora sconosciuto: la si poteva vedere in tutta la sua realt. e non solo immaginarla, com'era accaduto con le spedizioni precedenti. .Se Shackleton fosse vissuto al tempo dei vichinghi., scrisse un quotidiano argentino, .i bardi avrebbero composto una saga in suo onore e l’avrebbero cantata nelle terre del Nord davanti al fuoco fiammeggiante. Il clima sta cambiando in questi anni, lo sappiamo, ma quanto conosciamo i suoi alti e bassi nelle epoche passate? Sono tante le sorprese che riemergono come ci racconterà Luca Mercalli: non è vero che facesse caldo quando Annibale ha attraversato le Alpi, infatti alcuni dei suoi elefanti sono morti per il freddo e la neve. Paradossalmente ne morirono molti di più sugli Appennini assai meno insidiosi a prima vista, che per. azzerarono quasi completamente le sue famose schiere di elefanti da battaglia... Non è vero che la Groenlandia fosse verdeggiante, lo erano soltanto ristrette fasce costiere, Erik il Rosso l'aveva chiamata così per attirarci i coloni. E infine se è vero che al medioevo è seguita la cosiddetta “Piccola era glaciale”, le differenze di temperature e del clima non erano tuttavia così profonde come qualcuno ha supposto. Lasciato il clima ci dedicheremo agli alberi. Alessandra Viola ci condurrà in un affascinante viaggio tra i giganti della natura. Nessun organismo vivente ha dimostrato tanta capacità di sopravvivenza: alberi hanno resistito a alle esplosioni atomiche di Hiroshima e Nagasaki, al disastro del Vajont o all'attentato delle Twin Towers. In questo senso, alcuni alberi sono stati da sempre dei preziosi e silenziosi testimoni di avvenimenti che hanno determinato il corso della storia. Bisogna cominciare a pensare alla loro tutela, non possono essere considerati semplicemente dei...tronchi da tagliare. Il tempo ha sempre determinato la vita delle città, ma gli orologi che lo regolavano, ben in mostra sulle piazze pubbliche, sono diventati ben presto anche un simbolo della ricchezza e dell'opulenza di una comunità. Un esempio è la città di Venezia, che ostentava la sua forza e la sua potenza anche attraverso i meccanismi per misurare il tempo. Ce li racconta Francesco Zane in un affascinante percorso attraverso gli orologi della Serenissima. Purtroppo Zane ci ha lasciati durante la lavorazione di questo numero e lo vogliamo ricordare con questo suo ultimo viaggio tra le meraviglie della città lagunare. Grazie Francesco.
Buona lettura.

Leggi tutto l'editoriale... Alberto Angela