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Ligabue Magazine n° 76
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Ligabue Magazine

Anno XXVII
Numero 53
Secondo Semestre - 2008

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Editoriale

Perché parlare di Charles Darwin? L'occasione, certo, sono le due ricorrenze che cadono proprio nel 2009: il 200° anniversario della sua nascita e il l50° anniversario della pubblicazione della sua opera fondamentale, sull'origine delle specie (il titolo completo è sorprendentemente lungo: "The origin of the Species by means of natural selection or the preservation of favoured races in the struggle for life"). Tuttavia la vera necessità, direi quasi l'obbligo, di parlare di Darwin deriva dai continui tentativi di messa in discussione dell'evoluzione e dei suoi meccanismi, persino approdati nelle aule dei tribunali, come negli Stati Uniti.
Nel campo della ricerca, nessuno mette in dubbio l'evoluzione. Così come nessuno mette in dubbio la matematica. E' un pilastro del pensiero scientifico. Le discussioni semmai vertono sui suoi meccanismi che la regolano. Ecco perché tra chi si occupa di Scienza c'è sempre molta sorpresa di fronte alla messa in discussione di ciò che generazioni di paleontologi, biologi e genetisti hanno provato con le loro scoperte. Sarebbe però un errore sottovalutare questi continui attacchi. E' necessario invece continuamente ricordare, soprattutto alle nuove generazioni (e nelle scuole), non solo l'Evoluzione ma anche il mondo che gli ruota attorno: parlare di Evoluzione, in effetti, consente di scoprire i meccanismi della vita, evidenzia le influenze dell'ambiente sugli esseri viventi, svela i vari capitoli della preistoria del nostro pianeta e soprattutto costituisce una palestra per imparare a ragionare con il pensiero scientifico. In una battuta, è un modo di vedere il mondo che apre la mente. E' proprio quello che abbiamo cercato di fare in questo numero.
Per cominciare, cercheremo di conoscere meglio la figura di Charles Darwin, con Gabriele Rossi Osmida. Pochi ricordano che Darwin affrontò il famoso viaggio attorno al mondo sul Beagle, con straordinario coraggio. Allora i naufragi erano un pericolo costante e reale: non c'erano radio, né c'erano guardie costiere pronte a venirvi in soccorso. Imbarcarsi per un viaggio lungo anni su mari ed oceani voleva dire realmente affidarsi alla sorte. Darwin, inoltre, soffriva terribilmente il mal di mare. Nelle lettere al padre, descriveva degli attacchi così violenti da perdere quasi i sensi. Il prezzo pagato da Darwin per questo viaggio scientifico fu pesantissimo: fu affetto da una grave malattia allo stomaco, che lo colpì quasi quotidianamente per il resto della vita. Non viaggiò più, si ritirò nella sua bella dimora di Down, nel Kent, per elaborare la sua famosa teoria. E c'è un fatto curioso. Non distante dalla sua casa c'è un bosco dove Darwin amava passeggiare ogni giorno. Ancora oggi tra gli alberi si scorge un sentiero circolare di circa 300 metri: era il suo "pensatoio". Darwin lo percorreva quotidianamente meditando sulle sue teorie e sui problemi da risolvere. E si dava un limite di tempo per trovare una soluzione:
all'inizio del percorso, disponeva in fila un certo numero di ciottoli , ed ogni volta che ripassava in quel punto ne calciava via uno. Quando non ce n'erano più, si fermava e tornava a casa, con le sue conclusioni…
Ed è proprio partendo dal pensiero di questo grande naturalista, che Giancarlo Ligabue approfondirà il significato dell'evoluzione nella storia dell'Uomo. Le sue considerazioni ci porteranno a ripercorrere anche molte scoperte che il Centro Studi Ligabue ha compiuto in questi decenni nei luoghi più disparati del pianeta. Attraverso milioni di anni di evoluzione dell'uomo, Giancarlo Ligabue ci farà riscoprire le conquiste dei nostri antenati più lontani e i meccanismi che hanno portato alla ramificazione del nostro albero genealogico. Sarà un viaggio che arriverà progressivamente fino ai nostri giorni. La sensazione sarà quella di sfogliare un nostro "album di famiglia" attraverso le pagine della Preistoria, della Storia, del DNA e dell'Ambiente.
In seguito, Luigi Luca Cavalli Sforza, il più famoso genetista di popolazioni, ci porterà in un lungo ed affascinante viaggio alla scoperta dell'Homo sapiens. Sarà davvero come salire su di un "Beagle" negli oceani della genetica per capire le nostre origini. La storia dell'Homo sapiens infatti è scritta nel patrimonio genetico che si trova nelle nostre cellule. Grazie a lunghi studi basati sul confronto dei profili genetici delle varie popolazioni esistenti sul pianeta, Cavalli Sforza è riuscito a leggere questa storia. Ed è un racconto affascinante. L'Homo sapiens è una specie "recente" sul palcoscenico dell'evoluzione ma in brevissimo tempo è stato in grado di occupare tutte le terre emerse. Eppure questi nostri antenati erano pochissimi, in confronto alla popolazione attuale. Sorprende scoprire che 10 mila anni fa, la popolazione terrestre oscillasse tra appena l e 15 milioni di individui! Questo numero così esiguo porta a delle conclusioni assai interessanti sulle parentele tra i vari gruppi e sui meccanismi evolutivi della specie umana, che Cavalli Sforza ci illustra nel suo articolo.
Giorgio Rivieccio cercherà invece di fare il punto sulla teoria di Darwin, oggi. A 150 anni dalla sua pubblicazione è davvero più viva che mai, vista l'attenzione che suscita tuttora. In effetti, come ricorda Rivieccio, forse mai una teoria scientifica ha subito così tanti esami, revisioni e processi come l'Evoluzionismo. L'importanza di questo articolo, è di farci esplorare il pensiero scientifico che si trova dietro al tema dell'evoluzione, con tutte le idee, le menti e le sfaccettature che il 20° secolo ha prodotto. A leggerlo, ci si accorge di quanto sia stimolante cercare di scoprire e comprendere le nostre origini.
Il viaggio che segue, tra i Lama del Mustang di Francesca Mascotto, è il traguardo naturale di questo lungo percorso sull'Evoluzione della vita sulla Terra e dell'Uomo. Mascotto ci porterà nella capitale del regno del Mustang, una porzione del Tibet in territorio nepalese, dove le tradizioni sono rimaste intatte e dove emerge tutta la bellezza delle tradizioni, delle credenze e dei valori del mondo tibetano. Il Mustang è ancora poco noto in Occidente anche perché è rimasto chiuso fino al 1992. Ogni anno per 3 giorni, i monaci indossano maschere e copricapi sgargianti, e per ore si lanciano in danze ritmate al suono di strumenti semplici ma potenti. Mascotto descrive questo rituale carico di significati. Ma, a stupire, sono soprattutto le foto e le immagini, di rara bellezza, che è riuscita a cogliere in questa porzione dimenticata dell'Asia. Ci descrivono un mondo antico, riscoperto e documentato per la prima volta e perfettamente in linea con i viaggi e le scope11e da sempre proposti dal Ligabue Magazine.
Finiremo con un viaggio insolito a Venezia, attraverso i dadi e le cm1e da gioco. Il ritratto che Marco Da Ponte realizza della città lagunare, è davvero interessante, ricco com'è di curiosità e sorprese. Ma è, solo in apparenza, slegato dal tema di Darwin, che ha attraversato tutto questo numero del Ligabue Magazine. In effetti anche qui, come nell'Evoluzione, il "caso" gioca un ruolo fondamentale nel destino dei "giocatori",

Buon Viaggio.

Leggi tutto l'editoriale... Alberto Angela
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Dadi e Baùta

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Il secondo centenario della nascita di Darwin e i 150 anni della sua teoria sull'Evoluzionismo

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L'evoluzione della specie umana

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Mustang: Le danze rituali dei lama

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Post Darwin

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